Potatura della vite: l’influenza dell’incisione anulare

Una delle operazioni colturali più legate alla potatura è l’incisione anulare. Molti operatori spesso si chiedono dove, come e quando eseguirla e se questa influenzerà la qualità del legno in fase di potatura.

 

È importante sottolineare che i migliori risultati si ottengono quando l’incisione viene fatta sul tronco al fine di ottenere un andamento più uniforme della pianta.

 

Tale operazione, però, richiede manodopera specializzata e strumentazioni adeguate. Incisioni eseguite sulle varie branche o addirittura sui tralci dell’anno potrebbero, invece, essere causa di situazioni e problematiche differenti, poichè non sempre effettuate con la stessa perizia ed alla stessa profondità. Spesso, l’adozione di quest’ultima soluzione, comporta una vera e propria ecatombe di tralci potenzialmente selezionabili in potatura, a causa dell’ingrossamento di tessuti cicatriziali anomali.

 

Se ben eseguita, non ci sono problemi nel potare al di sopra dell’incisione anulare. Molto spesso alcuni operatori hanno la tendenza a lasciare il “tralcio della potatura”, il quale però, essendo il flusso linfatico discendente molto più limitato, spesso non matura in maniera ottimale e quindi non è dotato di elevata fertilità.

 

Sarebbe preferibile, quindi, incidere una parte più grossolana del legno, in modo da subire il meno possibile gli effetti negativi di tale pratica e non intaccare l’alburno, conseguenze che facilmente si verificano quando si opera sui tralci dell’anno.