Uve precoci 2015: Agrimeca, qualità eccellente ma non sempre premiata dal mercato

Il mercato a inizio stagione ha privilegiato le uve apirene, proseguendo nel trend positivo degli ultimi anni.

 

A dichiararlo alla redazione di uvadatavola.com soni i tecnici di Agrimeca Grape and Fruit Consulting, società che offre servizi di consulenza tecnica in viticoltura e frutticoltura.

 

Di seguito alcune considerazioni sulla stagione delle uve precoci ormai giunta al termine.

 

“In merito alle varietà seedless, Superior e Flame hanno spuntato prezzi decisamente interessanti, specialmente sulla pianta; mentre per quanto riguarda le uve con semi, la Victoria precocissima e precoce ha raggiunto quotazioni che ha premiato gli sforzi dei produttori.

 

Le produzioni generalmente sono state un po’ più basse del solito, per contro abbiamo avuto una qualità notevole sia per la dimensione di bacche e grappoli che per il grado di maturazione, grazie anche al caldo persistente di questa estate. La qualità però non è stata premiata dal mercato, complice l’abbondanza di frutta maturata nello stesso periodo che ha causato un momento di flessione della commercializzazione.

 

Ancora una volta dobbiamo lamentare la difficoltà che la nostra produzione incontra sui mercati. I produttori, nonostante l’adesione a Global Gap, prodotti a marchio e quant’altro, vedono vanificare le proprie aspettative, non venendo riconosciuti gli sforzi profusi per raggiungere tali obiettivi. Il distacco che si viene a creare fra la produzione e la commercializzazione è sempre più evidente, si ha difficoltà a razionalizzare la produzione adeguandola alle esigenze del mercato, ci vuole più collaborazione fra il commerciante ed il produttore.

 

Dal punto di vista fitosanitario è stata un’annata tranquilla: l’oidio si è subito evidenziato ma la stagione decisamente calda ha aiutato l’agricoltore a controllarlo facilmente.

 

La Frankliniella, invece, ha causato problemi a chi ha trattato con intensità durante la fioritura dimenticandosi che il momento più delicato è l’allegagione-post allegagione.

 

La diffusione degli afidi ha causato parecchi problemi, specialmente nei vigneti vigorosi. Allo stesso problema va associata la diffusione della fillossera sulle varietà apirene, essendo anche questo insetto un afide.

 

La tignoletta ha dato qualche problema per l’allungamento del suo ciclo in seconda generazione, in particolare nei vigneti in cui è stata adottata la tecnica della confusione sessuale, probabilmente a causa del caldo perdurante che ha esaurito la carica dei feromoni. Di non secondaria importanza per il cattivo funzionamento dei confusori anche la continua presenza di vento maestrale.

 

Continua la difficoltà nel controllo dei tripidi, poiché i prodotti in commercio sono ormai quasi inefficaci.

 

Da sottolineare che le pratiche agronomiche sono ancora affidate al caso, l’ausilio di tensiometri e centraline meteo sono ancora sconosciute alla gran parte dei produttori. Anche l’utilizzo dei teli avviene ormai senza precise indicazioni, ci sono ancora aziende che coprono per anticipare la produzione ma che non sono dotate di termometri per il controllo della temperatura.

 

Abbiamo una classe di agricoltori giovani molto attenta che bisognerebbe correttamente formare ed informare per puntare ad un rinnovamento.

 

È necessaria, infine, una riflessione sulla figura del tecnico. Ci sono nuove sfide da affrontare in cui il tecnico dovrebbe svolgere un ruolo determinante, ma spesso assistiamo ad un appiattimento della sua attività, sia per propria inesperienza che per una presunta preparazione dell’agricoltore che delega il tecnico ad un ruolo di prontuario, solo per avere conferma delle proprie decisioni. Ci sono, in verità, ancora aziende e tecnici che interpretano le proprie parti, collaborando in maniera efficace e produttiva”.

 

Fonte: uvadatavola.com