Lo stato dell’arte dei programmi di miglioramento genetico nel mondo, la possibilità di accedere al know-how, la forte evoluzione del settore che interessa nuove aree produttive vicine all’equatore, la debolezza del sistema nazionale, disegnano un quadro non roseo per la viticoltura da tavola italiana. Al recente V congresso di Madrid sulle uve apirene è emerso il ruolo marginale dell’Italia nelle tendenze del breeding internazionale.

 

L'articolo - a cura di Agrimeca Grape and Fruit Consulting srl Turi (BA) - è presente sul PRIMO numero 2019 della RIVISTA DI FRUTTICOLTURA.

 
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Data di pubblicazione: 29/01/2019