“Gioco di squadra tra vivaisti-produttori e tra pubblico-privato”

“Il vivaismo organizzato in CIVI-Italia ha da sempre orientato le propria progettualità e sviluppato le conseguenti attività verso la prevenzione delle problematiche fitosanitarie, riconoscendo nel Sistema nazionale di certificazione volontaria del Mipaaf l’unico strumento di garanzia delle proprie produzioni per dare le giuste certezze ai produttori”.

 

Questo il messaggio che arriva da CIVI-Italia in risposta alle richieste formulate da Davide Vernocchi e Ugo Palara in termini si sicurezza fitosanitaria su FreshPlaza del 16 maggio.

 

Nella foto Luigi Catalano e Giandomenico Consalvo, rispettivamente coordinatore e presidente di CIVI-Italia.

 

“L’autorevolezza internazionale del vivaismo italiano – prosegue il CIVI – è basata proprio su tali fondamenta e sul grande lavoro a supporto delle autorità nazionali nel percorso di revisione e aggiornamento delle norme comunitarie che regolamentano la produzione e la commercializzazione dei materiali di propagazione vegetale. Lo testimoniano la promozione di vari momenti di confronto, anche internazionali, dove le posizioni del CIVI-Italia sono state presentate alla platea internazionale e condivise con i maggiori esperti europei di nazioni all’avanguardia nel settore vivaistico quali Olanda, Francia, Germania, Spagna, Polonia, permettendo la costituzione di un network con operatori di altri Paesi verso obiettivi e problematiche comuni”.

 

“Pertanto è benvenuta la rinnovata sensibilità delle OP-Organizzazioni dei produttori verso queste problematiche globali, con l’auspicio che lo status di Organismo interprofessionale che contraddistingue un consorzio come il CIVI-Italia, emerga ancor di più nell’interesse dell’intera filiera frutticola nazionale”.

 

“Nel rispetto – sottolinea ancora CIVI Italia – delle norme esistenti che, se attuate in maniera puntuale, rappresentano valide linee guida per la prevenzione verso le ricorrenti emergenze fitosanitarie. Piuttosto, c’è la necessità di un’urgente riflessione sull’organizzazione comunitaria e nazionale dei Servizi fitosanitari al fine di una riorganizzazione che coinvolga anche la parte agricola – vivaisti e produttori. Lo prevedono anche le norme comunitarie di prossima applicazione ed è un’opportunità per l’Italia che sconta pesanti difficoltà degli organismi pubblici nello svolgimento dei ruoli loro assegnati”.

 

“Infatti, per com’è organizzato il Servizio di controllo fitosanitario, si riscontra ormai una non omogenea interpretazione e applicazione delle norme nelle singole realtà regionali. C’è, invece, l’urgente necessità di ristabilire il valore nazionale per la valorizzazione delle produzioni italiane a prescindere da dove siano sviluppate – concludono dal CIVI-Italia – Si tratta di implementare una collaborazione pubblico-privata già in voga da decenni in altri Paesi – Olanda e Francia – e che in Italia vede solo qualche sporadico felice esempio”.

 

Lo sforzo del CIVI-Italia a far gioco di squadra e a costruire un sistema credibile che dia garanzia ai vivaisti e ai produttori è al centro del programma triennale del nuovo direttivo appena nominato. Con la certezza che queste tematiche saranno condivise più profondamente anche con gli altri attori della filiera.

 

Per maggiori informazioni: info@civi-italia.it

 

Fonte: www.freshplaza.it